venerdì 14 dicembre 2018

Mina, la voce italiana che incanta ancora: ecco il segreto




Cosa ha significato per noi questa voce? Questa voce così duttile da poter essere a volte così iperuranica e cristallina, altre volte calda e sorniona, a volte virtuosistica, a volte morbidamente interpretativa. È "la" voce italiana di questi trent'anni. È la grande madre, ma anche una donna passionale, eppure la sua voce ha sempre qualcosa che la rende irraggiungibile, quasi che potesse esistere anche al di là del personaggio a cui appartiene.

Anna Maria Mazzini, conosciuta nel globo terracqueo semplicemente come Mina, nasce il 25 marzo 1940 a Busto Arsizio. Alcuni mesi dopo la sua nascita, la famiglia si trasferisce a Cremona, città in cui la cantante risiede fino ai primi anni di carriera e che le guadagna il soprannome di "Tigre di Cremona".

La prima esibizione della grande cantante è datata 1958 quando, sul palco della Bussola di Marina di Pietrasanta, canta "Un'anima pura".
Il debutto televisivo avviene un anno dopo al "Musichiere" cantando "Nessuno" che era stata portata a Sanremo da Wilma De Angelis. Nel 1960 partecipa in prima persona al Festival di Sanremo con il brano "E' vero", ma arriva solo ottava.
Ci riprova l'anno seguente con "Le mille bolle blu", forte dei successi rappresentati da alcuni suoi singoli, ma le sue aspettative vanno deluse anche questa volta.
E' in questo periodo che conosce e si innamora dell'attore Corrado Pani, dal quale avrà un bambino. La relazione con Pani è però osteggiata dall'opinione pubblica italiana, dato che l'attore è infatti già sposato.

Mina diventa la regina dei cosiddetti "Urlatori", ossia quel tipo di cantanti che negli anni '60 venivano così etichettati per via dello stile ribelle e sguaiato, ben diverso da quello pacato e confidenziale che aveva caratterizzato gli artisti della generazione precedente.


Nel 1965 una grave tragedia si abbatte sulla cantante: muore il fratello Alfredo in un incidente stradale.
Le cose sembrano essersi ristabilite per il meglio quando un altro incidente stradale spezza quella felicità che Mina aveva cercato faticosamente di ricostruirsi, in specie dopo la fine della relazione con Pani.
Nel 1974 presenta con Raffaella Carrà "Mille Luci": sono le sue ultime apparizioni televisive.

La sigla finale del programma è "Non gioco più" e infatti non solo abbandona la televisione, ma smette anche di fare concerti dal vivo. Fa eccezione nel 1978, quando ritorna alla Bussola per i suoi venti anni di carriera e registra il suo terzo e ultimo live (il secondo era uscito nel 1972). Da questa data resta in contatto col suo pubblico con un album all'anno, ma anche con articoli su riviste e trasmissioni radio.

Durante la sua carriera, iniziata alla fine degli anni cinquanta, ha interpretato più di 1500 brani e venduto oltre 150 milioni di dischi fra album e singoli, ottenendo primati e ricevendo premi e riconoscimenti, con due partecipazioni al Festival di Sanremo, tre alla Mostra internazionale di musica leggera, una Targa Tenco, e l'assegnazione dell'onorificenza di Grande Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana. Sulla scena internazionale ha raccolto il plauso di artisti quali Frank Sinatra, Louis Armstrong, Antony and the Johnsons, Mónica Naranjo, Liza Minnelli, Luciano Pavarotti, Placido Domingo.


Il suo segreto? Seplice: non apparire piu'.
Tra i riti della canzone c’è anche quello, puramente escapologico, della sparizione, qualche volta simbolica, a volte letterale.
Non ci fu un momento preciso, non ci fu una dichiarazione improvvisa, ma sparì dalla circolazione, e da un certo punto in poi ha smesso anche di parlare, se non attraverso i suoi dischi.
Il caso di Mina era totalmente diverso, una sua sparizione era impensabile, lei era una beniamina, sembrava che stare davanti al pubblico fosse una condizione naturale, e invece no, quella amabile disinvoltura era tutta apparenza. Mina soffriva, era sempre più a disagio, covava una frattura definitiva e insanabile.
Per anni, il motivo del suo ritiro, è stato oggetto di discussioni, chiacchiere e illazioni.
Non tollerava l’invadenza nella sua vita privata.
Fu proprio lei che nel corso di un’intervista ebbe a dire: “Ma sai a me fa piacere se dicono che la Cinquetti o la Vanoni siano più brave di me. Sono stanca invece della gente che viene ai miei concerti per vedere se strizzo l’occhiolino a Pani o a qualche altro uomo. Io sono una persona che vuole solo cantare. La vita personale deve rimanere tale.”

Da allora rimangono le pubblicazioni dei suoi dischi, che per molti anni furono un doppio album, rigorosamente ripartito tra inediti e cover, come un’infinita catalogazione, e solo immagini estreme, assurde, dissacratorie, anche sulla grassezza, su tutto quello che aveva e faceva parte della morbosità dei media nei suoi confronti, ma lontana, assente, sempre piú immateriale, irraggiungibile. Cosa fa? Com’è? Esiste davvero?



Nessun commento:

Posta un commento