mercoledì 12 dicembre 2018

La geometria non è un reato: Renato Zero


"Io non ci sarò forse fisicamente, ma tutte le volte che alzerete un pugno per gridare basta, sarò lì"

Renato Zero, nome d’arte di Renato Fiacchini, è nato il 30 settembre 1950 a Roma.
 I genitori sono sempre state persone semplici: il padre Domenico Fiacchini apparteneva alle forze dell’ordine, mentre la madre Ada Pica era infermiera.
 Si avvicina al mondo dello spettacolo sin da giovanissimo. Finite le scuole medie, si iscrive all’Istituto di Stato per la cinematografia e la televisione Roberto Rossellini, percorso di studi che non ha mai concluso.

A soli 14 anni, comincia già ad esibirsi sfruttando la sua abilità nel confezionarsi costumi e travestimenti eccentrici in diversi locali romani. Il pubblico lo accoglie male, lo denigra insultandolo a piena voce “Sei uno zero”.

 Nasce così il nome d’arte di Renato che a 14 anni ottiene il suo primo contratto al Ciak di Roma.
Notato durante una serata al famoso Piper, il locale della movida romana, viene scritturato per entrare nel corpo di ballo dello show serale di Rita Pavone.
Alla ricerca di un’identità artistica, crea un personaggio provocatorio ed alternativo ispirato ai dettami del glam rock: sessualità ambigua, trucco e cascate di paillettes. In questi anni instaura un'amicizia con Loredana Berté e Mia Martini. Questo personaggio racconta pezzi come “Mi vendo” e nell’intero album Zerofobia, oltre che ne “Il Triangolo”.





 L’ascesa inarrestabile al successo degli anni ’70, decennio della pubblicazione del singolo “Il Carrozzone/Baratto”, fa da contraltare alla crisi e al declino negli anni ’80.
 E' proprio questa personalità unica che cattura negli anni un pubblico numeroso, al limite dell'idolatria: i cosiddetti "sorcini", termine che ha poi sostituito quello originario di "zerofolli". Il termine sarebbe nato nel 1980, quando trovandosi a Viareggio, mentre si spostava in auto, assediato dai fans che con i motorini sfrecciavano da tutti i lati, disse: "Sembrano tanti sorci".

 Riprende in mano la sua carriera negli anni ’90, quando nel 1991 arriva secondo al Festival di Sanremo con il brano “Spalle al Muro”.
Renato Zero, per la sua attitudine al travestimento, è spesso considerato omosessuale, ma l’artista non ha mai resto dichiarazioni esplicite a riguardo. Nel 2003 ha adottato il figlio Roberto Anselmi Fiacchini, che lo ha reso già nonno di due nipotine, Ada e Virginia.

La lunga carriera artistica di Renato Zero conta oltre 30 album in studio, conosce anni d'oro (i primi anni Ottanta) come periodi di crisi (fino al 1990). Per celebrare i suoi 60 anni, alla fine del mese di settembre del 2010 inizia il tour "Sei Zero", una serie di otto concerti in undici giorni.





Nessun commento:

Posta un commento