giovedì 6 dicembre 2018

Fabrizio De Andre', il poeta della musica


                   "Per me Genova è come la madre, è dove ho imparato a vivere"

Fabrizio De André è uno dei capisaldi della canzone d'autore italiana. Profondamente influenzato dalla scuola d'oltre Oceano di Bob Dylan e Leonard Cohen, ma ancor piu' da quella francese degli "chansonnier", e' stato tra i primi a infrangere i dogmi della "canzonetta" italiana.

Fabrizio De Andre' nasce a Genova il 18 febbraio 1940.
Con il padre braccato dai fascisti, il resto della famiglia, scoppiata la Guerra, si rifugia nell'astigiano, per poi tornare nel '45 a Genova, dove porta avanti gli studi fermandosi all'università (facoltà di Legge) a sei esami alla fine.
 Questo perché, nel frattempo, era nata la sua vocazione musicale, tramite gli studi di chitarra e violino, e l'esibizione in concerti jazz, fino alla composizione di propri brani originali.
 Una vocazione che, grazie al successo dell'interpretazione nel '68 da parte di Mina della sua "Canzone di Marinella", gli permette di continuare il mestiere di musicista.





Il primo vero 45 giri attribuito al cantautore genovese e' pero' "Nuvole Barocche" (1958), un brano d'impostazione tradizionale sulla falsariga della canzone melodica d'autore di Domenico Modugno.
Quelle di De Andre' sono storie ironiche e senza tempo, con personaggi che sembrano quasi schizzare fuori dai versi, con la loro carica di umanità, inquietudine, disperazione. La canzone italiana scopre finalmente temi sociali e politici.
Tra i suoi amici di allora ci sono Gino Paoli, Luigi Tenco, Paolo Villaggio. Nel 1962 sposa Enrica Rignon e nasce il figlio Cristiano.
Solo dal 1975, schivo e taciturno, accetta di esibirsi in tour. Nel 1977 nasce Luvi, la seconda figlia dalla compagna Dori Ghezzi.

 Proprio la bionda cantante e De André vengono rapiti dall'anonima sarda, nella loro villa di Tempio Pausania nel 1979. Il sequestro dura quattro mesi e porta alla realizzazione dell'"Indiano" nel 1981 dove la cultura sarda dei pastori viene accostata a quella dei nativi d'America.
La consacrazione internazionale arriva con "Creuza de ma", nel 1984 dove il dialetto ligure e l'atmosfera sonora mediterranea raccontano odori, personaggi e storie di porto.

 Nel 1988 sposa la compagna Dori Ghezzi, e nel 1989 intraprende una collaborazione con Ivano Fossati.
 L'11 gennaio 1999 muore a Milano, stroncato da un male incurabile. I suoi funerali si svolgono il 13 gennaio a Genova alla presenza di oltre diecimila persone.


   "non mi uccise la morte, ma due guardie bigotte, mi cercarono l'anima a forza di botte"

Nessun commento:

Posta un commento